martedì , 21 novembre 2017
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“Una famiglia per una famiglia”: avviato in Toscana il nuovo progetto di affiancamento familiare

E’ entrato nella fase relativa alla formazione degli operatori dei servizi e del volontariato il progetto “Una Famiglia per una Famiglia”, proposto dal Forum Toscano delle Associazioni Familiari, la cui realizzazione è già stata avviata sul territorio dei cinque comuni dell’Altavaldelsa, nel cuore senese della Toscana, in collaborazione con la Fondazione dei Territori Sociali e con il sostegno di una ampia rete di associazioni di volontariato, gruppi informali di famiglie ed enti dell’ambito ecclesiale impegnati nel sociale.

L’iniziativa parte dalla considerazione che quando un minore è in difficoltà spesso lo è anche la sua famiglia: questo è lo spunto alla base di questo progetto di accoglienza nella visione familiare, sviluppato e sostenuto dalla Fondazione Paideia di Torino. Con questa nuova forma di affiancamento una famiglia solidale sostiene e aiuta una famiglia in situazione di temporanea difficoltà, con l’obiettivo di prevenire il disagio dei figli minori e il rischio di allontanamento.

Le due famiglie sono coinvolte con tutti i loro membri, costruiscono insieme agli operatori un patto educativo con condivisione di contenuti, tempi e modalità di un percorso ben definito, assicurando in tal modo l’unità familiare, sostenendo senza dividere, con l’obiettivo primario di sostenere le figure genitoriali e di fornire risposte concrete alle esigenze educative e di crescita dei bambini. Si assicura in tal modo l’unità familiare, sostenendo senza dividere, e ciascuno mette in gioco le proprie risorse e fragilità su un piano di piena parità e reciprocità. La collaborazione con la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa testimonia della rilevanza sociale riconosciuta al progetto, già da oltre un decennio consolidata buona pratica in numerosi territori di altre regioni.

“Perchè aiutate solo me? Anche la mia famiglia ne ha bisogno!”

Questa domanda di un bambino in affidamento coglie con efficacia il senso di “Una Famiglia per una Famiglia” e la visione che ha accompagnato le sue fasi di sviluppo. Attualmente il progetto si caratterizza come intervento di natura preventiva e di sostegno di un intero nucleo familiare con figli minori, in situazione di temporanea difficoltà.

Tuttavia per parlare dell’affiancamento familiare come intervento sociale di prevenzione del disagio familiare e minorile serve fare un passo in più: entrano infatti nel progetto le competenze di operatori dei servizi sociali, l’apporto di formatori e un insieme di contributi, relazioni e competenze del volontariato familiare. Si realizza in tal modo una vera e propria rete di prossimità e di sostegno al servizio del progetto, delle singole famiglie affiancanti perché non si sentano sole, e per il bene della stessa comunità. L’affiancamento familiare è un’esperienza adatta a tutti. Ciò che serve è avere un po’ di tempo a disposizione, avere il desiderio di mettersi in gioco e aprirsi a nuove relazioni.

Le famiglie disponibili all’affiancamento hanno provenienze, storie di vita, età, caratteristiche e sistemi familiari differenti, ma sono accomunate dalla disponibilità a fare nuove esperienze e da un atteggiamento di apertura verso gli altri accogliente e non giudicante. Nell’affiancamento ognuno mette a disposizione il tempo che ha e il percorso viene costruito sulla base delle esigenze e dei tempi della propria famiglia. Tutto il nucleo familiare viene coinvolto, genitori e bambini: il padre, ad esempio, può aiutare la famiglia affiancata in piccoli lavori e favorire incontri di socializzazione, i figli per aiutare nei compiti scolastici, la madre nelle attività e necessità familiari quotidiane. L’impegno a favore della famiglia da affiancare è di norma prestato per circa un anno e può essere eventualmente rinnovato per alcuni mesi se si ritiene opportuno, in accordo tra i partecipanti.

A chi è interessato al progetto, promosso con diverse forme di comunicazione e informazione da parte degli enti proponenti e dei partners aderenti, è rivolto l’invito a partecipare al corso iniziale (tre incontri in orario pre serale o serale a cura di Paideia) in cui vengono approfonditi i diversi aspetti, condivise esperienze, date risposte e risolti dubbi. Per chi lo richiede è previsto poi un colloquio individuale di ulteriore approfondimento delle proprie motivazioni, per decidere in piena libertà se confermare o meno la propria disponibilità ad essere coinvolta nel progetto di affiancamento. Ogni famiglia affiancante disponibile è seguita nell’intero percorso da un tutor, persona con esperienza di accoglienza, disponibile per incontri periodici, per dare consigli, dirimere dubbi e che tiene contatti costanti con l’assistente sociale che segue la famiglia affiancata. In base all’impegno assunto, alla famiglia affiancante viene riconosciuto un rimborso per sostenere le piccole spese inerenti al proprio impegno operativo.

 

Di che cosa si tratta?

Una Famiglia per una Famiglia è una forma innovativa di intervento sociale, per accompagnare e sostenere famiglie che vivono un periodo di difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana, nelle relazioni familiari e nella educazione dei figli. L’idea è semplice e valorizza le esperienze di sostegno e aiuto informale tra famiglie che da sempre hanno segnato la storia di accoglienza della nostra cultura e tradizione: una famiglia che vive un periodo di difficoltà è affiancata da una famiglia che si rende disponibile, ed entrambe si impegnano reciprocamente in un patto di solidarietà e per un periodo di tempo definito.

Si tratta di una forma di prossimità basata sulla scambio, e tutti i componenti di entrambi i nuclei sono coinvolti in una relazione di fiducia, consenso e reciprocità, dando ciascuno il contributo secondo il ruolo assunto in famiglia, al genere e alla propria età. Le due famiglie camminano insieme, superando in compagnia un tratto di strada difficoltoso, con il supporto al progetto di una ampia rete di operatori sociali e realtà del volontariato familiare.

 

Le famiglie “affiancate”

I destinatari del progetto “Una Famiglia per una Famiglia” non sono solo i bambini, ma anche le loro famiglie. I nuclei familiari a cui viene proposto un percorso di affiancamento sono tra loro assai diversi, ma tutti accumunati dal fatto di vivere una esperienza di accoglienza. Tutte le famiglie hanno tuttavia a cuore il bene dei loro figli, nonostante le difficoltà quotidiane legate alla mancanza o instabilità del lavoro, solitudine, lontananza dal paese d’origine e ai rapporti genitori-figli, sempre più complesse e faticose. L’affiancamento permette di instaurare una relazione che sostiene intervenendo precocemente sulle difficoltà esistenti per prevenirne le conseguenze, aiutando i genitori a ritrovare maggiore serenità e consentire ai bambini di rimanere nel proprio ambiente familiare, il loro preminente interesse.

 

Perchè accogliere la proposta di affiancamento familiare?

– per contare su un sostegno temporaneo in base alle necessità

– per avere occasione di confronto e di scambio tra famiglie

– per costruire nuove relazioni e amicizie significative per tutta la famiglia

– per ritrovare autostima e crescere come famiglia, come coppia e come genitori.

 

Le famiglie “affiancanti”

Per proporsi come famiglia affiancante non occore sentirsi perfetti e tanto meno “salvatori della patria”. Anzi, è importante essere persone rispettose degli altri, capaci di mantenere un atteggiamento di ascolto non giudicante, proporsi comefamiglia aperta alle relazioni comunitarie, essere autentici e propositivi. Serve un po’ di tempo disponibile: l’impegno settimanale richiesto varia in relazione al patto educativo condiviso, obiettivo che si pone per ogni progetto e alla disponibilità della famiglia affiancante. La durata è normalmente di 12 mesi, tempo dedicato al recupero di una ritrovata autonomia e stabilità della famiglia bisognosa di aiuto. Alle famiglie interessate ad avvicinarsi a questa esperienza sono riservati alcuni momenti di formazione, mentre per tutta la durata dell’affiancamento la famiglia non rimarrà sola, ma potrà contare sulla rete di supporto di un tutor dedicato, degli operatori dei servizi sociali, dei referenti e di famiglie delle associazioni aderenti, attraverso momenti di confronto individuale e con altre famiglie affiancanti.

 

Perchè diventare famiglia affiancante?

– per imparare la condivisione e insegnarla concretamente ai figli

– perché si può aiutare qualcuno e crescere nella virtù della reciprocità tra famiglie

– perché la solidarietà arricchisce la comunità in cui si vive.

Domande frequenti – cos’è e come si fa (clicca qui)

Contatti

Forum Toscano delle Associazioni Familiari

gfini@vodafone.it – 3407728347

 

Fondazione dei Territori Sociali Altavaldelsa Area Servizi Territoriali

0577917930 – 3346695405     –    francesca.nencioni@ftsa.it

 

Caritas e Migrantes Diocesi di Siena e Gruppi Parrocchiali di famiglie della Valdelsa

0577280643 – 3939608783      –    caritas@caritas-siena.it

 

Associazione Stare Fra

0577924452  –  starefra@gmail.com

 

Misericordia di Poggibonsi

0577940367

 

Fondazione Paideia

www.fondazione paideia.it